I videogiochi online arrivano alle Olimpiadi: sono i nuovi sport?

I videogiochi hanno subito una trasformazione incredibile negli ultimi dieci anni, passando da fenomeno di nicchia per pochi appassionati a fenomeno di massa. Che siano videogiochi multiplayer ultra-competitivi al pc o semplici puzzle-game per cellulare, oggi tutti noi videogiochiamo.

Da quando le linee Internet si sono fatte sempre più potenti, i videogiochi online multiplayer si sono sempre più diffusi: lì la vera sfida è tra i giocatori sparsi per tutto il pianeta. Se prima il multiplayer competitivo era un semplice accessorio videoludico, adesso ha dato origine a nuove tipologie di videogiochi basati solo su di esso, con il risultato che il pubblico ne è entusiata. Basti pensare a giochi come League of Legends, Overwatch o DOTA, che hanno creato dei veri e propri tornei sportivi con montepremi da capogiro.

Esports League of Legend

Ad esempio, l’ ultimo torneo mondiale di League of Legends ha avuto 2 milioni di spettatori connessi durante la finale vinta dalla squadra cinese dei Samsung Galaxy, che si è aggiudicata un premio di 1 milione e mezzo di dollari.
Altro celebre esempio è il First Person Shooter di Overwatch. È stato appena creato un campionato sportivo sullo stile NBA chiamato Overwatch League a cui parteciperanno 12 franchigie provenienti dalle città del mondo, con ogni squadra che avrà i propri colori e divise sugli avatar del gioco, proprio come se fossero delle squadre “reali”.

Ma alla fine i videogiochi sono sport oppure no?

La risposta ci viene data dal Comitato Olimpico Internazionale, che nel suo comunicato di ottobre ha definito i videogiochi come sport.

“Gli e-sport sono competitivi e possono essere considerati un’attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali.”

Videogiochi
Photo by Lorenzo Herrera on Unsplash

Ma non tutti sono d’accordo. Il Presidente del CONI Giovanni Malagò in una recente intervista alla trasmissione televisiva Che Tempo Che Fa ha affermato come tutta la questione Esports non sia nient’altro che una “stupidaggine”.

Se siete arrivati a leggere fino a qui probabilmente vi interessa sapere anche la mia opinione. Da appassionato sia di sport tradizionali che di videogiochi, mi trovo esattamente a metà.

Partiamo prima di tutto con il definire che cos’è lo sport.

L’ Enciclopedia Treccani dà questa definizione:

Attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo (accompagnandosi o differenziandosi, così, dal gioco in senso proprio), sia, fin dalle origini, per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa.

È quindi l’ agonismo la caratteristica che distingue lo sport da ciò che non lo è. Perciò un videogioco dove lo scopo è quello di competere contro altri giocatori potrebbe rientrare tranquillamente nella definizione.
Nonostante questo, la definizione della Treccani mi porta a fare una riflessione che scatena in me delle riserve sull’entrata dei videogiochi Esports alle Olimpiadi.

I videogiochi online e i giochi sportivi

Videogiochi multiplayer online
Photo by Anthony Brolin on Unsplash

Se gli sport tradizionali hanno istituzioni e federazioni che le disciplinano, i videogiochi online vengono fatti da compagnie commerciali il cui scopo è vendere il proprio prodotto e guadagnare. A differenza degli sport tradizionali – dove il business è arrivato dopo – i videogiochi sono prima prodotti da vendere e poi (forse) sport: i produttori di videogiochi metteranno sempre prima il denaro allo spirito sportivo.

Per me i videogiochi competitivi online sono da considerarsi a tutti gli effetti come veri sport, ma allo stato attuale non potrebbero ambire ad un posto alle Olimpiadi, non perché lo sforzo fisico è poco, ma perché i giochi multiplayer online rispondono a delle logiche commerciali e la loro struttura viene spesso stravolta con aggiornamenti e nuove uscite.

Sicuramente in un prossimo futuro vedremo i videogiochi alle Olimpiadi. Basta volgere lo sguardo alla Corea del Sud, dove il videogame Starcraft 2 è considerato uno sport nazionale a tutti gli effetti. Basterà che gli enti appositi si impegnino a controllare quali videogiochi possono entrare a far parte delle discipline olimpiche.

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