La fine dell’estate secondo Lana Del Rey: recensione di Norman F*****g Rockwell

batman

Chi segue il panorama musicale pop di questo decennio, sicuramente avrà ascoltato, anche solo casualmente, una canzone di Lana Del Rey. Basti pensare a Young and beautiful o Born to die.
Il suo marchio di fabbrica è l’immagine da diva decaduta di una Hollywood d’annata, la sua musica è cinematica ed orchestrale: questi due elementi l’hanno resa una delle artiste più riconoscibili del panorama musicale attuale.

Chi la conosce, sa anche quanto la musica di Lana Del Rey sia divisiva: o la si ama o la si odia.

lana del rey

Fatta una doverosa premessa, quest’ultima fatica della cantante era particolarmente attesa dal sottoscritto, in quanto le tracce rilasciate in anteprima sono risultate molto promettenti, con un ritorno ad un rock psichedelico che rese Ultraviolence un lavoro eccezionale.

Il nuovo album di Lana Del Rey Norman F*****g Rockwell non solo ha soddisfatto le mie aspettative, ma ha convinto perfino chi normalmente non digerisce la musica dell’artista.
Non si sbaglierebbe a definirlo il migliore album della sua carriera. Non a caso è uscito il 30 Agosto, quasi suggerendoci di trovarci in una spiaggia della California, davanti a un tramonto di fine estate, mentre con nostalgia si guarda verso il mare.

La fine dell’estate secondo Lana Del Rey

Lana Del Rey Norman Rockwell

L’approccio scelto con questo disco è certamente più minimale che in passato e rimanda a quanto già ascoltato nelle tracce acustiche di Lust For Life.
La scelta di prendere come produttore Jack Antonoff (Melodrama di Lorde o il recente Lover di Taylor Swift) ha aiutato molto il disco, strutturato per lo più con pianoforte, chitarra, batteria e pochissimi altri orpelli. Lana ha avuto così la possibilità di concentrarsi di più sui testi, sulle melodie e sulla voce, creando così un album delicato, vulnerabile e personale.
Sono tanti i momenti stupendi di questo nuovo album ed è difficile sceglierli, ma si può dire che alcune delle tracce migliori sono proprio quelle accompagnate dal solo pianoforte, come l’iniziale Norman F*****g Rockwell, oppure la semplice e dolce Love Song, o ancora Happiness Is A Butterfly e la conclusiva, meravigliosa Hope Is A Dangerous Thing For A Woman Like Me To Have – but I Have It: una delle canzoni più personali della sua carriera.
Tra le tracce invece più “movimentate”, da menzionare sono il primo singolo Mariners Apartment Complex, con la sua fusione di rock psichedelico, country e folk, la semi-acustica Venice Bitch, con la sua durata (forse eccessiva) di 9 minuti che suona come una perfetta “road song”, e la stupenda e nostalgica The Greatest.
Molto riuscita anche la cover dei Sublime Doin’ Time, inizialmente scartata dalla tracklist, ma che si adatta benissimo all’atmosfera e alla tematica del disco. Anche California, con il suo ritornello in continuo crescendo, ricorda molto le atmosfere di Ultraviolence rispetto ad altre tracce.

In tanta positività c’è comunque qualche momento di incertezza.

lana del rey nuovo album

Questo è riassumibile con la scelta di includere nella tracklist una canzone come The Next Best American Record, scarto di Lust For Life, che sia per testo che per musica risulta inferiore alle altre tracce.
Si tratta comunque di una piccolezza che non offusca minimamente l’ottimo giudizio che mi sento di dare all’album.
In definitiva, Norman F*****g Rockwell è la culminazione della crescita artistica di Lana Del Rey ed un buon punto di partenza per una nuova fase della sua carriera, nell’ottica di un già annunciato nuovo album previsto per il 2020.

Tracce top

  • Norman F*****g Rockwell
  • Mariners Apartment Complex
  • Love Song
  • The Greatest
  • Happiness Is A Butterfly
  • Hope Is A Dangerous Thing For A Woman Like Me To Have – but I Have It

Tracce flop

  • The Next Best American Record

Voto Complessivo: 9/10

Pubblicato da Matteo Mungai

Fondatore del blog "La Nappa", di cui sono anche redattore. Appassionato di cinema, musica, serie tv e videogiochi.

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