La Nappa Musicale #1

Inauguriamo questo appuntamento periodico di consigli musicali partendo da alcuni dei miei album preferiti anni ’70, di cui ve ne proporrò quattro. Buona lettura e buon ascolto!

Electric Warrior (T.Rex, 1971)

Electric Warrior è uno di quei rari esempi di disco praticamente perfetto. Il folgorante secondo album in studio dei rinnovati T.Rex guidati da Marc Bolan diede inizio ufficiale al movimento del glam rock che di lì a poco sarebbe esploso coinvolgendo, tra tanti, anche David Bowie.
Attingendo a piene mani dal rock n roll anni ’50 e unendolo a melodie pop semplici e irresistibili, Electric Warrior è un album che entra in testa per poi non uscirci più, complice anche lo straordinario uso della chitarra da parte di Marc Bolan e una produzione immacolata di Tony Visconti.
Tra le molte tracce iconiche ricordiamo Mambo Sun, Cosmic Dancer, Monolith e la famosissima Get It On.
Uno di quegli album, insomma, sì famosi ma di cui si parla sempre poco.

Diamond Dogs (David Bowie, 1974)

Se Electric Warrior era l’inizio del glam rock, Diamond Dogs ne è la fine, e se non lo è per l’intero genere, lo fu per David Bowie.
Dopo aver dato l’addio al personaggio di Ziggy Stardust, David Bowie rilascia questo album di transizione, che all’epoca deluse e non poco sia i fan che i critici.
Credo però che in tutte le sue imperfezioni e incoerenze, questo sia uno degli album più affascinanti del Duca Bianco.
Diamond Dogs è decadente, chiassoso e sporco; si ispira a 1984 di George Orwell, ne cattura alcuni temi, ma non lo segue per tutte le sue tracce, e questo contribuisce a generare la sensazione di caos che si ha ascoltandolo.
Stilisticamente, si tratta di un album che fonde il glam rock con influenze funk e soul (sebbene non in tutte le tracce), anticipando per certi versi il lavoro che Bowie farà con il successivo Young Americans.
Tra le varie canzoni, da ricordare Sweet Thing-Candidate-Sweet Thing (Reprise), la famosissima Rebel Rebel, Rock ‘n’ Roll With Me e We Are The Dead.
Magari non vi piacerà, ma merita decisamente un ascolto.

John Lennon/Plastic Ono Band (John Lennon, 1970)

Quello di cui mi accingo a parlare è senza ombra di dubbio uno dei miei album del cuore.
Di solito quando si parla di John Lennon, se ne fa nell’ottica dell’album Imagine e della sua omonima canzone, tralasciando quello che a tutti gli effetti è il suo vero capolavoro, ovvero questo John Lennon/Plastic Ono Band.
Strutturato come una vera e propria seduta psicoterapeutica, questo è uno di quegli album che riescono a colpire in pieno il cuore e le emozioni dell’ascoltatore.
Aiutato da un suono secco, asciutto, e con pochissimi arricchimenti, con questo album John Lennon riuscì a mettere a nudo tutta la sua situazione emotiva dell’epoca, con picchi di rara bellezza.
Esattamente come con Electric Warrior, ci troviamo davanti ad un album talmente eccezionale che è davvero difficile parlarne, ed è molto più semplice invitarvi caldamente ad ascoltarlo.
Se volete delle anticipazioni sul contenuto del disco, consiglio l’ascolto di Mother, Working Class Hero, Isolation o Love.

Goodbye Yellow Brick Road (Elton John, 1973)

Concludiamo questo primo appuntamento con quello che, giustamente, è considerabile come il magnum opus di Elton John.
Goodbye Yellow Brick Road è un altro album pressoché perfetto, nonostante la sua lunghezza e le sue numerose tracce.
Spaziando tra classiche ballate e scatenati pezzi rock n roll, l’album riesce a mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore fino alla fine, senza mai cadere in meri riempitivi, merito ovviamente della solita maestria di Elton John alle melodie e Bernie Taupin ai testi, qui al loro apice.
A livello contenutistico, l’album si pone come una riflessione nostalgica sull’infanzia e la cultura del passato.
Tra i pezzi più famosi ricordiamo Candle In The Wind, originariamente scritta in ricordo di Marilyn Monroe, Bennie And The Jets e Goodbye Yellow Brick Road.
Questo è uno di quegli album che sono sicuro piacerà anche a chi normalmente non è avvezzo a questo tipo di musica, per cui dategli assolutamente una chance!

Pubblicato da Matteo Mungai

Fondatore del blog "La Nappa", di cui sono anche redattore. Appassionato di cinema, musica, serie tv e videogiochi.

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