Drifting Dragons, ovvero la perfezione statica

L’altro giorno ho fatto una cosa che non mi capitava da un po’, complice anche il mistico potere di Amazon Prime e le sue consegne in un giorno, ovvero sono entrato in una fumetteria, approfittando del fatto che nella mia città ne è stata aperta una nuova da poco.

Mentre gironzolavo pigramente tra gli scaffali, nella sezione delle novità noto il primo volume di una nuova pubblicazione della Planet Manga (Panini) soprattutto grazie ai due elementi centrali della copertina: un enorme drago rosso che esce dalle nuvole e un nugolo di tizi vestiti come dei soldati di fine Ottocento (ovviamente con gli immancabili richiami steampunk) pronti ad affrontarlo. D’altronde quando la copertina di un’opera ti mette di fronte a due delle tue più grandi debolezze, non puoi dirgli di no, e complice il fatto che ero da qualche tempo a secco di manga, ho deciso di dare una chance al primo volume di Drifting Dragon di Taku Kuwabara.

Draghi e ricette: questo è Drifting Dragons

Drifting Dragons

Il volumetto, suddiviso in cinque capitoli, narra le vicende dell’equipaggio della Quin Zaza, una delle ultime aereonavi debite alla ricerca e alla caccia dei draghi, mistiche creature che vengono cacciate poiché rappresentano grandi pericoli per gli esseri umani… E invece no, l’elemento di vera
(ed unica) originalità dell’opera sta nel fatto che tali creature vengono cacciate in quanto dai loro corpi si ricavano ingredienti prelibati e  beni (come l’olio di drago) necessari al funzionamento della società.

Si tratta in pratica di balenieri fantasy. Non stupisce quindi come i draghi dell’opera non corrispondono in alcun modo all’ideale del drago europeo o orientale, bensì il loro design è un misto tra le comuni creature marine (come una balena, per tornare al parallelismo con i balenieri) e le entità descritte nei racconti lovecraftiani. Non a caso sono richiamati spesso elementi come le profondità abissali, gli antichi orrori sottomarini et simila.

Drifting Dragons manga

A parte ciò Drifting Dragons si presenta come un’opera estremamente classica e lineare, fatta da episodi verticali le cui vicende non si intrecciano mai tra di loro. Tutti i personaggi che ci vengono presentati possono essere ricondotti ad un archetipo “classico” della scrittura giapponese. Infatti possiamo trovare il personaggio principale maschile abilissimo in quello che fa (ovvero cacciare draghi), con una motivazione che pare piuttosto futile (voler mangiare piatti a base di carne di drago, considerati una prelibatezza) ma che con la sua presenza e i suoi gesti è in grado di ispirare gli altri membri della ciurma. Troviamo anche come protagonista femminile la ragazza bellissima ma taciturna e solitaria, una matricola un po’ svampita ma con una grande forza di volontà, poi il ragazzino giovane ma estremamente esperto di draghi e molti altri personaggi che chi legge molti manga non faticherà a riconoscere.

Un inizio promettente

Insomma Drifting Dragons non ha davvero nulla di unico, ma quello che fa lo fa alla perfezione: intrattiene con storie leggere, presenta personaggi classici ma piacevoli, senza estremizzarli nelle loro peculiarità con una lieve ma percettibile crescita e proietta il lettore in un mondo fantasy
tardo-ottocentesco che spero venga approfondito con lo svilupparsi dell’opera. Note di merito personali ai disegni, che presentano uno stile “morbido” e tondeggiante che ben si adatta al mood del manga e strizza l’occhio alle opere dello Studio Ghibli.

Drifting Dragons Netflix

Infine vorrei spendere alcune parole sulle pietanze a base di carne di drago descritte: durante la narrazione viene posta una particolare enfasi su di loro sia nel disegnarle che nel descriverle, con tanto di ricetta illustrata al termine di ogni capitolo, una trovata interessante e che aggiunge un qualcosa in più rispetto all’altrimenti estrema classicità di Drifting Dragons.

Il secondo volume verrà pubblicato tra due mesi, contando che in Giappone i volumi usciti finora si fermano a 5. Inoltre a gennaio 2020 verrà distribuito da Netflix un anime basato sull’opera, prodotto da Polygon Pictures: speriamo possa ricalcare lo stile e la piacevolezza dell’opera da cui è tratto.

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